2011 QY39: il primo asteroide “potenzialmente pericoloso” scoperto in Italia!

settembre 27, 2011  |   AstronomiaNova   |     |   0 Commenti

A cura del Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese

L’Osservatorio Astronomico di San Marcello Pistoiese

L’Osservatorio astronomico, sito in località Pian dei Termini del comune di San Marcello Pistoiese,  e’ una struttura  pubblica  realizzata nel 1991, alla quale si è aggiunta, in anni recenti, una seconda cupola che accoglie un telescopio di 0.6o-m.

Costruito per rispondere alle esigenze culturali e scientifiche della  popolazione, degli studenti e dei ricercatori, ogni anno e’ visitato da migliaia di persone. Gestito dal Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese (GAMP), con gli strumenti di cui è dotato, sono stati scoperti centinaia di nuovi asteroidi.

Le principali attività svolte all’Osservatorio sono le seguenti:

  • Informazione e promozione scientifica
  • Divulgazione con partecipazione del pubblico
  • Didattica: svolta con interventi, proiezioni, dimostrazioni, osservazioni celesti.
  • Ricerca: e’ attualmente indirizzata alla astrometria di asteroidi e comete e alla
    scoperta di nuovi corpi minori del sistema solare.

L’osservatorio ha ottenuto dal Minor Planet Center il codice  104 –  San Marcello. In molti anni di attività, sono stati scoperti 350 asteroidi di cui 250 numerati, cioè  hanno ottenuto un orbita definitiva.
Grazie a questi risultati  è il primo in Italia come numero di asteroidi scoperti tra gli osservatori amatoriali, e 42° tra tutti gli osservatori a livello mondiale.

La scoperta di 2011 QY39 PHA

Nel corso della notte del 28 agosto 2011, dall’ osservatorio astronomico di San Marcello Pistoiese, è stato scoperto l’asteroide potenzialmente pericoloso (PHA – Potentially Hazardous Asteroids) denominato 2011 QY39.

Autori della scoperta i ricercatori del GAMP, Luciano Tesi (presidente del Gruppo), Giancarlo Fagioli e Paolo Bacci (socio anche dell’Associazione Astrofili Alta Valdera di Peccioli) nell’ambito dei programmi di ricerca dei corpi minori del sistema solare.

Le misure raccolte sono state inviate al Minor Planet Center, USA, ente unico a livello mondiale dedito a monitorare l’orbita dei corpi minori del sistema solare. Questo ente, dopo accurate verifiche,  in data 3 settembre scorso,  ha pubblicato la circolare MPEC 2011-R13, nella quale viene attribuita la scoperta dell’asteroide all’osservatorio di San Marcello e sono indicati i parametri orbitali che fanno di questo oggetto un PHA.

L’ asteroide 2011 QY19, è il primo pianetino di tipo “Apollo”  scoperto in Italia.

Questa tipologia di oggetti ha un orbita particolare che si interseca con quella terrestre, avendo una possibilità, seppur minima, di collidere con in nostro pianeta.  Essi prendono il nome da 1862 Apollo, un pianetino scoperto da Karl Reinmuth nel 1932 e successivamente smarrito; rintracciato solamente nel 1973. Apollo  è citerosecante (cioè interseca l’orbita di Venere), geosecante e areosecante (interseca l’orbita della Terra e di Marte; non si conosco però pianetini che penetrano all’interno dell’orbita di Mercurio, che in tal caso si chiamerebbero Vulcanoidi). All’epoca della scoperta, si trattava dell’unico asteroide conosciuto in grado di intersecare l’orbita terrestre.

Un oggetto del Sistema Solare potenzialmente pericoloso  – Potentially Hazardous Object o PHO – è un asteroide (PHA) o una cometa (PHC) che percorre  un’orbita  che lo avvicina molto alla Terra (ad una distanza minore di 0.05 UA) ed ha una grandezza sufficiente a provocare danni in caso di impatto (deve avere un diametro maggiore di 150 metri).

Queste dimensioni sono sufficienti per causare danni devastanti in caso di impatto su terra, oppure uno Tsunami in caso di impatto sull’oceano.

Si pensa che eventi di tale portata possano verificarsi una volta ogni 10000 anni.  Un esempio di devastazione prodotto dall’impatto  di un asteroide si è avuto nel 1908 a Tunguska (Siberia). Esso aveva dimensioni di circa 50 metri ed esplose a circa 8 Km dal suolo, distruggendo completamente un’area di 2.400 chilometri quadrati.

Alla fine di agosto 2011 erano conosciuti 1244 PHA.

Gli scopritori Luciano Tesi, Giancarlo Fagioli e Paolo Bacci, hanno utilizzato il telescopio da 60 centimetri, munito di CCD e sono riusciti ad individuare l’asteroide utilizzando la tecnica del blink: osservando le immagini acquisite in sequenza è stato possibile apprezzare lo spostamento dell’asteroide dovuto al suo moto proprio, rilevando con precisione la  posizione in cui si trovava in un
determinato istante.

E’ stato cosi possibile determinare con sufficiente precisione l’orbita dell’oggetto che compie una rivoluzione intorno al Sole in 1.52 anni. Il 28 ottobre l’asteroide passerà a circa 12 milioni di km dalla terra,  34 volte la distanza tra la Terra e la Luna.

Diagramma dell’orbita di 2011 QY39 e la relativa posizione riferita al 6 settembre 2011, prossima all’opposizione. Come si vede dalla figura, il pianetino è geosecante e areosecante, ma non citerosecante e, tanto meno, vulcanoide. Il grafico è preso dal sito del JPL: http://ssd.jpl.nasa.gov/sbdb.cgi

A cura del Gruppo  Astrofili Montagna Pistoiese
osservatorio.gamp@yahoo.it - www.gamp-pt.net









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