Giove: gli inizi di nuova campagna osservativa del pianeta gigante

settembre 27, 2011  |   AstronomiaNova   |     |   0 Commenti

Cristian Fattinnanzi

Partecipate  allo Jupiter Project 2011!

Giove, con la sua nutrita coorte di satelliti, è un soggetto straordinario per ogni astrofotografo: ogni notte riserva una sorpresa e rivela particolari misteriosi e affascinanti. Le sue caratteristiche sono davvero notevoli, vanno infatti dalle sue gigantesche dimensioni fino ad una struttura e composizione interna assai diversa da quella terrestre. Infatti, Giove è costituito essenzialmente da idrogeno ed elio, acido solfidrico e piccole percentuali di idrocarburi.

Immagine di Giove ripresa dalla sonda spaziale Cassini su cui sono indicate le bande principali, con la relativa denominazione, la Zona equatoriale e la Grande Macchia Rossa.

Sotto la spessa ed impenetrabile coltre di nubi che lo avvolge, troviamo un “guscio liquido” di idrogeno ed elio che modifica le sue caratteristiche man mano che procediamo in profondità. Solo nello strato più interno è racchiuso un piccolo ed estremamente compresso nucleo di roccia e ghiaccio.

Questo gigantesco pianeta ruota velocemente attorno al suo asse in meno di dieci ore e questo causa uno  schiacciamento consistente ai poli, già ben visibile nei telescopi amatoriali. La rotazione del pianeta è differenziale, perciò il giorno gioviano non è uguale per tutto il pianeta. Alle latitudini equatoriali il giorno è più breve di circa cinque minuti  rispetto alle altre zone del pianeta.

Su Giove avremo perciò due sistemi di coordinate diverse per misurare la longitudine delle strutture osservate: il Sistema I viene usato per le longitudini comprese tra

-10° e +10° di latitudine mentre il Sistema II è valido per tutte le altre zone.

Di Giove è osservabile, direttamente al telescopio, solamente la spessa atmosfera che lo avvolge, ma ciò non costituisce un limite perché chi lo osserva periodicamente sa bene quanto il suo aspetto sia mutevole, anche a distanza di pochi giorni.

I suoi satelliti hanno affascinato i primi astronomi, a partire da Galileo che li scoprì nel freddo mese di gennaio del 1610 e li chiamo “stelle medicee”. Il termine satellite fu introdotto, poco dopo, da un altro grande astronomo, suo contemporaneo, il tedesco Giovanni Keplero, allora al servizio dell’imperatore del Sacro Romano Impero, Rodolfo II. I nomi dei quattro satelliti, Io, Europa, Ganimede e Callisto, furono suggeriti da Simon Marius, un acerrimo nemico dello stesso Galileo,  nell’opera Mundus Iovialis del 1614, nella quale affermava di averli scoperti per primo, innescando con il grande Pisano una prevedibile, durissima, querelle.

Ad oggi si conoscono ben 63 satelliti,  i cui nomi sono ispirati a quelli di amanti o figlie del dio romano Giove.

Le mie osservazioni di Giove nel mese di agosto 2011

Per il setup strumentale che adotto sulla strumentazione, si veda questo video.

Avevo lasciato Giove con un’ultima immagine  (vedi sotto) del 27 novembre dello scorso anno, ripresa al telescopio di 0.36-m e con una focale di 8.4-m. Le condizioni del seeing erano però state mediocri, appena 4/10, pertanto non si era trattato  di uno dei miei migliori risultati.

Agli inizi dello scorso mese di agosto, dopo aver preparato la mia strumentazione, essenzialmente costituita da due riflettori di 0.25-m e 0.36-m di diametro e da una telecamera DBK21, ho iniziato a fare delle levatacce mattutine con l’obiettivo di riprendere il pianeta prima dell’alba.  Giove sarà in opposizione il 29 ottobre, di magnitudine –2.9 e 50” di diametro, ma  era già  ben osservabile verso la metà di luglio. L’aspetto più apprezzato di questa opposizione sarà la sua elevata altezza sull’orizzonte, raggiungerà,  infatti, alle nostre latitudini, i 60°. E’ probabile quindi che le immagini che gli astrofotografi otterranno in questi mesi saranno di elevata qualità media.

La prima serie di riprese la ottengo il 2 agosto verso le 3h UT con un seeing, non eccezionale, di 5/10 (40” il diametro del pianeta, l’altezza sull’orizzonte era 54°).  Nelle mie note di quel giorno ho scritto:  “E’ una bella emozione rivedere il gigante così alto sull’orizzonte, dopo anni che strisciava lungo l’orizzonte! Le condizioni atmosferiche erano solo di qualità media, ma l’elevata altezza di Giove ha aiutato molto e il risultato già mostra dettagli interessanti. Speriamo di poter fare anche meglio nell’immediato futuro!”.

Giove ripreso alle 3h 22m UT del 2 agosto scorso con riflettore di 0.36-m, focale 8.4m, webcam DBK 21 e filtro taglia IR

Il 14 agosto, poco prima dell’alba, realizzo diversi filmati con la DBK21. Le condizioni del seeing sono appena accettabili, ma l’occasione di riprendere Ganimede nel suo passaggio prospettico sopra il pianeta è troppo intrigante!

La prima immagine del pianeta, con Ganimede in bella evidenza (da notare che si percepisce perfettamente il dischetto del satellite, che ha un diametro apparente di 1”.6 e dista 7” dalla superficie del pianeta) l’ho ottenuta alle 2h 25m UT, dall’elaborazione di 2800 frame.

Immagine di Giove, elaborazione di 2800 frame, ottenuta il 14 agosto alle 2h 25m UT, con telescopio 0.36-m, focale 8.4-m, DBK21. Giove aveva un diametro di 42”, una magnitudine di –2.6, altezza sull’orizzonte: 53°. Ganimede spicca a 7” dalla superficie del pianeta. Ben visibile la Grande Macchia Rossa

Alle 3h 19m UT elaboro altri 1300 frame: Ganimede è al primo contatto apparente con il disco del pianeta, uno spettacolo impagabile, davvero straordinario! Tra l’altro, dopo un’attenta elaborazione,  sul dischetto del satellite appare una minuscola macchia di albedo. Nel corso di questa opposizione, quando finalmente il seeing sarà accettabile, mi dovrò ricordare di eseguire delle immagini ad altissima risoluzione dei principali satelliti, a caccia di  “ombre” sul loro disco!

Un risultato interessante lo avevo ottenuto su Ganimede ed Europa il 20 agosto dello scorso anno.

Immagini ad altissima risoluzione  di Ganimede e Europa ripresi il 20 agosto 2010 con la solita strumentazione. Le macchie d’albedo sono perfettamente visibili. Per apprezzare  al meglio le immagini si visiti il mio sito.

In questa opposizione, però, con il pianeta molto più alto in cielo, i dettagli sul dischetto dei satelliti dovrebbero risaltare al meglio. Invito tutti i miei lettori interessati all’astrofotografia a fare altrettanto!

Alle 3h 4om Ganimede è già sul disco del pianeta, dal quale si stacca nettamente (immagine sopra).

Qualche volta il seeing è anche di buona qualità. Il 17 agosto nel mio diario d’osservazione scrivevo: “Questa mattina il seeing è stato favorevole, finalmente ho ottenuto una buona immagine! La fatica della sveglia alle 4:30 è stata ripagata! “.

Riguardando l’immagine, confermo quanto avevo scritto a caldo: i dettagli sul disco del pianeta  sono netti ed incisi.

L’ultima immagine che propongo in questa rassegna è stata ripresa il 18 agosto (in alto a destra): con un seeing discreto, la Grande Macchia Rossa campeggia splendidamente.

Ed ora un invito:  partecipate insieme a me allo Jupiter Project 2011!









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