Il disegno astronomico e la percezione [visuale] degli oggetti celesti

ottobre 07, 2011  |   AstronomiaNova   |     |   0 Commenti

12 ottobre 2011 – Salvatore Albano per la rubrica “chiedi all’esperto” di Astronomia Nova


L’osservazione astronomica, a differenza della visione fotopica (diurna) richiede esperienza e una certa dose di “addestramento”, che solo la pratica diretta può restituirci.
Si parla, propriamente, di apertura, qualità del cielo, seeing e quant’altro, ma si tende a trascurare (troppo spesso purtroppo) l’elemento percettivo.
È esperienza di tutti coloro che si sono cimentati nel riportare graficamente (disegno) quanto osservato all’oculare del telescopio, aver riscontrato un’implemento (il più delle volte sorprendente) nella percezione degli oggetti celesti disegnati, e in generale di tutti gli oggetti celesti osservati.
Così come quanto accade per la descrizione pratica, nel tentativo di riportare in un disegno i particolari visti direttamente all’oculare del telescopio, il sistema occhio/cervello si focalizza (e impara a vedere, ma soprattutto a riconoscere) quei particolari minuti, che sfuggirebbero durante una normale sessione di osservazione.
L’invito al disegno astronomico, è quindi lungi dall’essere un richiamo simil storico, ma risulta altamente consigliabile per emancipare le capacità visive in condizioni così “aliene”.
Tutti gli oggetti celesti risultano suscettibili di tale miglioria, sia per quanto riguarda i DSO (deep-sky objects), sia per l’osservazione dei pianeti.
Per quanto riguarda questi ultimi, c’è una grande soddisfazione – almeno stando al parere di chi scrive – nel riportare le delicate, ma presenti, volute del gigante del Sistema Solare: Giove. Un mondo cangiante in termini di ore, risultando in netto contrasto con “tempi astronomici” lunghissimi, che rendono il cielo “statico e immutabile”, creduto genuinamente tale per tanti secoli!
Quali sono le tecniche più appropriate per disegnare i pianeti? Può colui che non è particolarmente portato per il disegno (come chi scrive), cimentarsi in questa affascinante pratica?
Quanto è importante l’aspetto artistico nel disegno astronomico, in special modo ai fini della sua utilità scientifica?
Cercherò, nei limiti delle mie possibilità, di dipanare queste questioni, raccontando la mia esperienza in questo campo affascinante dell’indagine visuale.

L’osservazione astronomica, a differenza della visione fotopica (diurna) richiede esperienza e una certa dose di “addestramento”, che solo la pratica diretta può restituirci.Si parla, propriamente, di apertura, qualità del cielo, seeing e quant’altro, ma si tende a trascurare (troppo spesso purtroppo) l’elemento percettivo.È esperienza di tutti coloro che si sono cimentati nel riportare graficamente (disegno) quanto osservato all’oculare del telescopio, aver riscontrato un’implemento (il più delle volte sorprendente) nella percezione degli oggetti celesti disegnati, e in generale di tutti gli oggetti celesti osservati.Così come quanto accade per la descrizione pratica, nel tentativo di riportare in un disegno i particolari visti direttamente all’oculare del telescopio, il sistema occhio/cervello si focalizza (e impara a vedere, ma soprattutto a riconoscere) quei particolari minuti, che sfuggirebbero durante una normale sessione di osservazione.L’invito al disegno astronomico, è quindi lungi dall’essere un richiamo simil storico, ma risulta altamente consigliabile per emancipare le capacità visive in condizioni così “aliene”.Tutti gli oggetti celesti risultano suscettibili di tale miglioria, sia per quanto riguarda i DSO (deep-sky objects), sia per l’osservazione dei pianeti.Per quanto riguarda questi ultimi, c’è una grande soddisfazione – almeno stando al parere di chi scrive – nel riportare le delicate, ma presenti, volute del gigante del Sistema Solare: Giove. Un mondo cangiante in termini di ore, risultando in netto contrasto con “tempi astronomici” lunghissimi, che rendono il cielo “statico e immutabile”, creduto genuinamente tale per tanti secoli!Quali sono le tecniche più appropriate per disegnare i pianeti? Può colui che non è particolarmente portato per il disegno (come chi scrive), cimentarsi in questa affascinante pratica?Quanto è importante l’aspetto artistico nel disegno astronomico, in special modo ai fini della sua utilità scientifica?Cercherò, nei limiti delle mie possibilità, di dipanare queste questioni, raccontando la mia esperienza in questo campo affascinante dell’indagine visuale.


SALVATORE ALBANO

è astrofilo dall’età di 14 anni, unendo la passione per l’osservazione visuale del cielo profondo a quella per la divulgazione.

Autore di 3 libri dedicati all’osservazione del cielo: “Universo conoscerlo per vederlo” – “L’arte di osservare con il telescopio” –  ”L’osservazione visuale del cielo profondo” Ed. Il Castello.









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