In ricordo di Angioletta Coradini

settembre 28, 2011  |   AstronomiaNova   |     |   0 Commenti

Con Angioletta Coradini “scompare una grande scienziata italiana”: così il neo-presidente dell’Istituto nazionale di Astrofisica (INAF), Giovanni Bignami, ricorda la planetologa, “un’amica e una collega” con la quale ha collaborato sia nell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), sia nell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

Angioletta, Nata a Rovereto (Trento) il primo luglio 1946, ha sempre lavorato a Roma, dove si era laureata in Fisica nel 1970, prima nell’università La Sapienza, poi presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e infine presso l’INAF.

E’ stata una delle protagoniste della ricerca astronomica italiana e tra i primi ricercatori al mondo a studiare le rocce lunari portate a Terra dalle missioni Apollo. Direttrice dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (IFSI-INAF), può essere considerata “la signora dei pianeti” per il prestigio e la competenza che ha dimostrato fin dall’inizio della sua carriera.

Si devono alle ricerche di Angioletta Coradini “gli occhi” che stanno osservando Marte e Venere a bordo delle missioni dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) Mars Express e Venus Express. Si deve infatti al suo gruppo la progettazione dello spettrometro Virtis (Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer), che si trova anche a bordo della sonda dell’Esa Rosetta, in viaggio verso la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, dove il suo arrivo è previsto nel 2014.

“Se ne va una delle menti più brillanti nell’immaginare missioni e strumenti innovativi e più coscienziose nell’analizzarne i dati e porli nel proprio contesto scientifico”, ha commentato a caldo il Chief Scientist dell’Agenzia Spaziale Italiana Enrico Flamini. ”Tuttavia – ha sottolineato Flamini – il suo esempio e il largo numero di giovani formatisi alla sua scuola donano all’Italia le basi solide necessarie al compimento di missioni di lunga durata, una per tutte Rosetta.  Di quello che finora abbiamo scoperto e scopriremo nei prossimi anni le saremo per sempre grati”.









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