Cile: il paradiso dell’astronomia – Lucia e Cesare Guaita

aprile 29, 2012  |   AstronomiaNova   |     |   0 Commenti

Recensione di Rodolfo Calanca

I viaggi a sfondo scientifico e culturale hanno fatto parte, per secoli, del bagaglio di conoscenze che ogni personaggio di un certo livello sociale riteneva  indispensabile possedere. Famosi sono stati i viaggi in Italia che, per generazioni di giovani d’oltralpe di ricca famiglia borghese o aristocratica, segnavano il passaggio dalla giovinezza alla maturità.

Ma sono noti anche i viaggi di formazione di personaggi già famosi nella loro epoca. Tra i tanti, qui voglio  ricordare il grande poeta tedesco Goethe, che, tra il 1786 ed il 1788, diede del nostro Paese una descrizione accurata e, salvo qualche eccezione, sostanzialmente positiva.

Ma non solo uomini di lettere si recavano in Italia. Vi furono anche famosi astronomi; uno dei più noti del Settecento fu il francese Joseph-Jérôme Lefrançais de Lalande, illuminista massone, che percorse l’Italia in lungo e in largo, descrivendo tutto: usi, costumi, architettura, pittura, le corti aristocratiche ma anche gli  Osservatori astronomici (pochi e assai disorganizzati, e da lui fortemente criticati) allora esistenti nella Penisola. La sua passione per l’Italia è testimoniata dall’opera in nove volumi intitolata: “Voyage en Italie” pubblicata nel 1786. Ma quando l’Italia perse quasi ogni primato scientifico, la direzione dei viaggi si invertì. Furono gli italiani, e tra questi molti filosofi naturali ed astronomi, che compirono i loro viaggi d’istruzione nei maggiori Paesi europei. In particolare quelli che stavano emergendo, ed egemonizzando, la cultura e la scienza: la Francia, l’Inghilterra e gli Stati tedeschi. Ci basti citare qui  il viaggio di Barnaba Oriani, astronomo di Brera e grande amico di Padre Piazzi, che nel 1786 si recò in Inghilterra per acquistare alcuni dei migliori strumenti astronomici allora disponibili, per attrezzare l’Osservatorio meneghino di Brera, facendo tappa in ogni specola che si trovasse lungo il suo percorso, compiendo così un autentico pellegrinaggio scientifico!

Se veniamo ai tempi nostri, agli inizi cioè del secondo  decennio del XXI° secolo, dov’è che un astronomo può completare la sua istruzione scientifica ai massimi livelli? Ancora una volta nei Paesi Europei? Negli Stati Uniti continentali, oppure in Asia?

Neppure per sogno: è finita da tempo l’epoca degli Osservatori ubicati nelle zone temperate e più urbanizzate  del pianeta. Oggi sono sostanzialmente tre i luoghi dove l’astronomia sta scrivendo il suo futuro: le isole Hawaii, le Canarie ma, soprattutto, il Cile.

Ed è sotto il cielo incontaminato dei deserti cileni che dobbiamo compiere il nostro viaggio d’istruzione, senza però dimenticare di avere sempre a portata di mano questo bel libro, ricchissimo di immagini ed esaustivo nei testi, scritto con grande passione e competenza da Laura e Cesare Guaita, figlia e padre. La prima, astrofisica che sta lavorando con i maggiori  telescopi cileni, il secondo un chimico con un amore viscerale per la scienza del cielo.  Leggere questo loro lavoro finalmente colma un vuoto informativo durato decenni, almeno per quanto riguarda l’editoria in lingua italiana.  Cerro Tololo, Cerro Pachon, La Silla, Las Campanas, il Paranal…., sono nomi ormai mitici che, in questo libro, assumono contorni netti e ben definiti, insieme alla descrizione di telescopi nuovissimi (oppure in fase di progettazione) che essi ospitano sulle loro sommità.

Il futuro dell’astronomia si chiama E-ELT (European  Extremely Large Telescope), 42 metri di diametro, costituito da 984 segmenti esagonali larghi 145 centimetri e spessi soltanto 5 centimetri. E, ad inventare questa tecnologia ottica, detta a “tasselli”, un grande italiano, quasi sconosciuto al di fuori dei confini nazionali, che fu un autentico maestro per molti astronomi del Bel Paese che si sono formati nella prima metà del Novecento: Guido Horn d’Arturo. Egli fu direttore dell’Osservatorio di Bologna dal 1921 al 1949, e realizzò il primo prototipo di questa configurazione ottica nei lontani anni Trenta. Per questo motivo ci si augura che E-ELT ne possa portare il nome.

Il libro dei Guaita è davvero di piacevolissima lettura: non può mancare  nella biblioteca di un appassionato di astronomia degno di questo nome.

Segnaliamo l’articolo di Cesare Guaita pagina 44:  “Viaggio nel paradiso degli astronomi” di questo numero di ASTRONOMIA NOVA.

Presentazione dell’autore sul cielo del Cile.

Cile: il paradiso dell’astronomia
di Lucia e Cesare Guaita

Gruppo B Editore/Milano 2012

Prezzo: 38,00 €

Leggi l’articolo completo su Astronomia Nova di Maggio 2012 – DOWNLOAD









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