COLONNE DA POSTAZIONE FISSA

settembre 18, 2012  |   AstronomiaNova   |     |   0 Commenti

Giovanni De Caro

Montatura Celestron CGE su colonna Gran Sasso da postazione fissa. Installazione su terrazzo con base maggiorata.

Montatura 10 MICRON GM 2000 su colonna Gran Sasso da postazione fissa. Ospita un telescopio Dall- Kirkham di 300 mm; installazione completamente robotizzata e remotizzata.

La possibilità di disporre di un telescopio in postazione fissa è il sogno di qualsiasi astrofilo; la necessità di montare, mettere in postazione e smontare ogni volta la propria attrezzatura, infatti, comporta non solo tempo e fatica, ma limita di necessità la dimensione e il peso degli strumenti di cui ci si può dotare per effettuare le proprie attività di osservazione astronomica o di astrofotografia, oltre alla preoccupazione di danneggiare o smarrire costosi componenti . Il mercato degli strumenti   “di   serie”   oggi   offre   agli   astrofili   montature   con   una meccanica ed una elettronica assai ricercate ma quasi   sempre   previste   per     uso   “sul   campo”   piuttosto   che per la installazione in osservatorio; questo per il semplice fatto che gli astrofili dotati di un osservatorio sono molti di meno di quelli che effettuano osservazioni recandosi di volta in volta con tutto il proprio equipaggiamento in località idonee piuttosto che posizionando occasionalmente il proprio telescopio sul più vicino terrazzo.

Tali montature sono quindi realizzate con materiali leggeri (soprattutto alluminio) e previste per essere uti- lizzate   su   treppiedi   ovvero   su   colonne   “portatili”   dal   peso contenuto; sono pochi i costruttori che mettono a disposizione dei propri clienti colonne da postazione fissa realmente stabili ed adatte per essere impiantate in una specola, limitando la propria produzione a basa- menti di grandi dimensioni, spesso con costi proibitivi.

D’altro  canto  la  realizzazione  in  proprio  di  una  colonna   da postazione fissa, magari rivolgendosi al fabbro sotto casa, comporta il rischio di sostenere dei costi non indifferenti per avere un prodotto poco confacente alle proprie esigenze, vista la tendenza comune degli artigiani non addentro alle questioni astronomiche di eco- nomizzare   sui   materiali   e   sull’impegno   nella   realizza-­ zione   dei   propri   manufatti,   oltre   al   noto   “vizio”   di   tanti   di questi di aumentare il prezzo delle proprie prestazio- ni  quando  sentono  la  parola  “astronomia”.

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