Fotometria delle Stelle Variabili – Come si realizza una curva di luce

marzo 29, 2012  |   AstronomiaNova   |     |   0 Commenti
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di Lorenzo Franco


Il Progetto: “Il cielo sopra di noi: osserviamolo!”

In questo numero della rivista presentiamo il secondo articolo di Lorenzo Franco, http://digilander.libero.it/A81_Observatory/ il quale, nell’ambito del progetto “Il cielo sopra di noi: osserviamolo!” , illustra la procedura completa per la realizzazione di buone curve di luce di stelle variabili.
Si tratta di un ulteriore stimolo per “imbracciare” il telescopio a caccia di risultati scientifici stimolanti che fanno crescere la passione ed il livello culturale dell’astrofilo.

Premessa

Lo studio fotometrico delle stelle variabili rappresenta un settore storico nel quale gli astrofili hanno da sempre fornito un importante e fondamentale contributo alla ricerca scientifica, sia attraverso le stime visuali  che, oggi, con l’ausilio dei moderni sistemi digitali di ripresa.  A livello mondiale, l’associazione più attiva ed importante è l’ AAVSO (American Association of Variable Stars Observers, www.aavso.org/) che da oltre 100 anni rappresenta un punto di riferimento per gli osservatori di stelle variabili, dilettanti e professionisti.

Questo articolo si propone di fornire uno stimolo ed una guida iniziale per i dilettanti che hanno voglia di sperimentare le tecniche osservative che aprono la strada alla ricerca scientifica amatoriale. Nel testo vengono affrontati i punti fondamentali del processo che vanno dalla individuazione dei potenziali obiettivi, all’acquisizione dei dati ed alla loro riduzione ed analisi.

Le Stelle Variabili

Per stelle variabili si intende tutte quelle stelle che mostrano una variazione misurabile di luminosità con il variare del tempo. Queste variazioni possono essere di carattere periodico semi-periodico o occasionale. Si possono individuare due principali gruppi di stelle variabili, quelle “intrinseche” che cambiano di luminosità per dei processi fisici interni e quelle “estrinseche” che variano di luminosità a causa di effetti esterni alla stella. Nel primo gruppo collochiamo ad esempio le stelle variabili pulsanti, il cui guscio si espande e si contrae periodicamente nel giro di ore-giorni-anni e nel secondo gruppo collochiamo le stelle variabili ad eclisse, costituite da sistemi binari le cui eclissi causano delle periodiche variazioni di luminosità.

Lo studio delle variabili pulsanti permette di ottenere informazioni sui meccanismi fisici che operano all’interno della stella, mentre lo studio delle variabili ad eclisse permette di determinare le masse e le dimensioni delle componenti del sistema. Sarà sicuramente noto a tutti come l’astronomia del ’900 sia stata fortemente segnata dalla scoperta della relazione periodo-luminosità delle variabili Cefeidi da parte di Henrietta Leavitt, che ha poi permesso di definire la scala delle distanze delle galassie più vicine, aprendo così la strada agli studi di Edwin Hubble ed alla sua scoperta dell’espansione dell’universo.

Leggi l’articolo completo su Astronomia Nova di Aprile 2012 – DOWNLOAD

  • Fotometria e Curve di Luce
  • Metodologia osservativa

Lorenzo Franco,

nato a Monte S. Angelo (FG), è appassionato di Astronomia da sempre, tanto da conseguire la Laurea in Astronomia presso l’Università di Bologna.

Vive e lavora a Roma nel settore dell’ Information Tecnology di una Banca.

Dal 2005 si dedica nel tempo libero all’osservazione di asteroidi e comete ed alla ricerca scientifica amatoriale, collabora con la Sezione Stelle Variabili dell’UAI.









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