IL TRANSITO DI VENERE E LA BLACK DROP

aprile 29, 2012  |   AstronomiaNova   |     |   0 Commenti

Un resoconto delle osservazioni della Black Drop durante il transito dell’8 giugno 2004

di Domenico Licchelli

Black Drop Effect

Fig. 1. Il Black Drop Effect visto dal Capitano Cook nel 1769 da Tahiti

A distanza di quasi otto anni esatti dallo spettacolare transito di Venere sul Sole dell’8 Giugno 2004, astronomi ed astrofili di larga parte del mondo avranno l’opportunità di assistere, il prossimo 6 Giugno, ad una riedizione in grande stile del fenomeno, meteo permettendo. Storicamente, l’osservazione del transito balzò agli onori della ricerca astronomica nel 1716 quando E. Halley propose un metodo geometrico per calcolare la distanza Terra-Sole, basato su accurate misurazioni della durata del transito ottenute da osservatori situati in differenti località di coordinate geografiche note. Tuttavia, le numerose spedizioni scientifiche organizzate dalle maggiori potenze dell’epoca, incontrarono delle inaspettate difficoltà nel misurare con precisione il momento esatto dei contatti tra il disco di Venere ed il Sole, principalmente a causa di un fenomeno, detto della Black Drop, “una goccia d’inchiostro lì lì per cadere dalla penna di uno scrivano svagato”, come la definirono Mason e Dixon nel 1761.

La Black Drop è una sorta di legamento che unisce i lembi del pianeta con il bordo del Sole, descritta in vario modo dagli osservatori nel corso dei secoli e presente anche nelle immagini fotografiche. In figura 1 è mostrato il disegno che ne fece il capitano Cook durante la sua spedizione a Tahiti del 1769.

Lo spettacolo ha inizio

L’8 Giugno del 2004, il cielo era di un bel blu intenso, tipico del Salento in presenza di un solido anticiclone. Il Maestrale cominciò a soffiare già all’alba, più turbolento del solito. Presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Lecce (ora Università del Salento) avevamo organizzato una manifestazione pubblica per mostrare in diretta il transito di Venere sul Sole a studenti ed appassionati convenuti numerosi. Compatibilmente con le attività divulgative, ci eravamo prefissati (..)

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Domenico Licchelli, astrofisico di formazione, si occupa principalmente di didattica e divulgazione delle Scienze Fisiche.

Collabora con il gruppo di Astrofisica dell’Università del Salento nello studio spettroscopico di materiali di interesse esobiologico e nelle attività didattiche e divulgative. Inoltre, ha progettato e realizzato l’Osservatorio Astrofisico R.P.Feynman, struttura dedicata principalmente a ricerche fotometriche su pianeti extrasolari, asteroidi e stelle variabili. Recentemente ha scoperto la sua ventiseiesima stella variabile. L’asteroide (18151) Licchelli porta il suo nome. Per ulteriori informazioni: www.dlcosmos.eu









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