L’ASTEROIDE NEA 2005 YU55

marzo 29, 2012  |   AstronomiaNova   |     |   0 Commenti

L’asteroide NEA (Near Earth Asteroid) 2005 YU55 venne scoperto il 28 dicembre del 2005 nell’ambito del progetto Spacewatch a Kitt Peak. Lo scorso novembre 2011 l’asteroide ha avuto un incontro ravvicinato con la Terra ed in particolare l’ 8 novembre è passato a soli 0.85 volte la distanza della Luna (0.00217 AU).

Si tratta di un asteroide di basso albedo (Tipo-C) la cui dimensione è stimata di circa 400 metri, con una possibilità piccola ma non nulla (1 su 10 milioni) di colpire la Terra nei prossimi 100 anni. Pertanto questo passaggio ha rappresentato una imperdibile opportunità scientifica di studio.

Sono state effettuate anche delle osservazioni radar con i radiotelescopi  di  Arecibo e di Goldstone che hanno permesso di ottenere delle impressionanti immagini radar 3D (Fig. 1) ed un filmato su http://www.jpl.nasa.gov/video/index.cfm?id=1034.

In attesa di questo flyby, Brian D. Warner (Palmer Divide Observatory) ha lanciato una campagna fotometrica internazionale a supporto delle osservazioni radar il cui obiettivo era quello di cercare di determinare il periodo di rotazione dell’asteroide.

Fig 2: La prima sessione osservativa dell’asteroide 2005 YU55. Si vede chiaramente la velocità con la quale si muove l'asteroide tra le 18:50 e le 19:13.

Si trattava di un’ occasione davvero unica e per questo motivo il 9 novembre, approfittando di un provvidenziale ed inaspettato meteo favorevole, mi sono apprestato ad osservare l’asteroide non appena al rientro dal lavoro. L’asteroide si muoveva velocemente ad una velocità apparente di circa 44 arcsec / min costringendomi a delle pose molto brevi di soli 5 secondi, per evitare di far venire la traccia. Naturalmente con delle pose così brevi il rapporto segnale rumore è risultato abbastanza alto, condizionato anche dalla scintillazione atmosferica.

Ho osservato l’asteroide per poco più di tre ore, dalle ore 18:50 alle 21:55 (UT), inseguendolo letteralmente. Il campo inquadrato dal mio CCD è di 21 x 14 arcmin e l’asteroide lo percorreva in meno di 30 minuti (Fig. 2), costringendomi a cambiare per ben sette volte l’inquadratura. In queste condizioni la fotometria diventa ancora più complicata poiché le stelle di riferimento cambiano ad ogni inquadratura ed assume una particolare importanza, come consigliato dallo stesso Warner nella sua campagna fotometrica, la calibrazione della magnitudine dell’asteroide al sistema standard, avvalendosi delle magnitudini delle stelle di riferimento estratte dai cataloghi stellari. Nel mio caso ho usato le magnitudini del catalogo CMC14, molto ben calibrate dal punto di vista fotometrico. I frame acquisiti (ben 1337) una volta calibrati per Dark e Flat frame, sono stati utilizzati per ottenere alcune posizioni astrometriche sufficientemente distanziate temporalmente tra di loro per poterle inviare successivamente al Minor Planet Center.

Ho poi utilizzato MPO Canopus www.minorplanetobserver.com/MPOSoftware/MPOSoftware.htm , un software particolarmente indicato per la fotometria degli asteroidi. La curva di luce ottenuta (Fig. 3) è parziale e non copre l’intero periodo di rotazione che chiaramente appare molto più lungo. I dati fotometrici ottenuti sono stati quindi inviati a Brian D. Warner, promotore della campagna fotometrica. Il periodo di rotazione stimato, supportato anche dalle osservazioni radar, è risultato di P=19.31 +/- 0.02 h. Il lavoro completo è stato pubblicato recentemente sul Minor Planet Bulletin (Vol 39-2 del 2012, pag. 84) all’indirizzo: http://www.minorplanet.info/MPB/MPB_39-2.pdf.

Questo lavoro conferma pienamente l’importanza della collaborazione e del coordinamento tra astrofili e professionisti per il raggiungimento di un comune obiettivo scientifico.

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Lorenzo Franco,

nato a Monte S. Angelo (FG), è appassionato di Astronomia da sempre, tanto da conseguire la Laurea in Astronomia presso l’Università di Bologna. Vive e lavora a Roma nel settore dell’ Information Tecnology di una Banca.

Dal 2005 si dedica nel tempo libero all’osservazione di asteroidi e comete ed alla ricerca scientifica amatoriale, collabora con la Sezione Stelle Variabili dell’UAI.









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