LA MERIDIANA IN S. PETRONIO A BOLOGNA

aprile 30, 2012  |   AstronomiaNova   |     |   0 Commenti

NEL TRICENTENARIO DELLA MORTE DI GIOVANNI DOMENICO CASSINI

Alberto Nicelli

Questo è il primo articolo celebrativo per il terzo centenario della morte di Giovanni Domenico Cassini (1625-1712), il grande astronomo di Perinaldo che costruì la meridiana di San Petronio, un’autentica meraviglia astronomica tuttora nota in tutto il mondo. Cassini è considerato, pressoché unanimemente, il più grande astronomo osservatore del Seicento.

Quest’anno cade il tricentenario della morte di Giovanni Domenico Cassini (14 Settembre 1712). Come sta il suo grande “eliometro”, come lo battezzò Cassini stesso, la meridiana più lunga al mondo che egli realizzò nella Basilica di S. Petronio a Bologna?

Le più recenti verifiche strutturali su questo formidabile e accuratissimo strumento scientifico del XVII secolo, col quale Cassini restaurò dalle  fondamenta l’Astronomia dell’epoca, sono state effettuate nel 2005, in occasione delle celebrazioni dei 350 anni dalla sua costruzione.  Prima di inoltrarmi a illustrarne i risultati devo fare una breve premessa, per condividere con il lettore i concetti fondamentali e la terminologia.

La meridiana in S. Petronio

Fig. 1

La meridiana può essere pensata come un cateto di un triangolo rettangolo in cui l’altro cateto è la retta perpendicolare idealmente tracciata dal centro del foro gnomonico al pavimento della Basilica. Il piede di questa perpendicolare è chiamato Punto Verticale, oppure Vertice, perché è il punto iniziale della linea meridiana (Fig. 1). La distanza del foro gnomonico dal Punto Verticale, detta Altezza Gnomonica, è di 27,07 metri. La lunghezza della linea meridiana è di 67,72 metri. Cassini considerò come unità di misura la centesima parte dell’Altezza Gnomonica, chiamata Modulo. Quindi l’Altezza Gnomonica è 100 Moduli e la lunghezza della linea meridiana circa 250 Moduli. La scala delle distanze in Moduli è segnata lungo la linea. Il foro gnomonico, realizzato sul tetto della navata laterale a Est della Basilica, su di una piastra orizzontale, è di forma circolare con diametro uguale a un millesimo dell’Altezza Gnomonica (2,7 cm, ovvero 0,1 Moduli).  I raggi solari, passando attraverso il foro, formano all’interno della Basilica un cono di luce, la cui sezione col piano del pavimento è un’immagine luminosa di forma ellittica, che è la proiezione del Sole. Gli estremi dell’asse maggiore dell’ellisse sono detti Lembi: infatti l’estremo più vicino al Vertice è la proiezione del lembo superiore del disco solare, quello più lontano è la proiezione del lembo inferiore.

A mezzodì l’ellisse risulta simmetricamente divisa a metà dalla linea meridiana e questo è l’unico momento in cui vengono effettuate le misure. Esse consistono nel rilevare sulla linea meridiana le distanze in Moduli dei Lembi dal Vertice. Queste due lunghezze sono dette Tangenti e da esse si può ricavare giorno per giorno l’angolo zenitale dei lembi e del centro del Sole quando attraversa il meridiano locale, e quindi il suo diametro angolare, le sue coordinate sulla sfera celeste e tutti i parametri che ne caratterizzano il moto e l’orbita apparente rispetto alla Terra.

Lo stato della meridiana agli inizi del Novecento

Prima del 2005, le ultime verifiche strutturali sulla meridiana furono eseguite nel 1904 e nel 1925 da Federigo Guarducci, Professore di Geodesia all’Università di Bologna. La verifica del 1904 avvenne in seguito alla sua nomina di Membro Onorario dell’Accademia delle Scienze. Dovendo per tale occasione redigere una Memoria da presentare all’Accademia, egli scelse come oggetto di studio lo stato di conservazione della meridiana in S. Petronio. Per la sua ricerca il Prof. Guarducci fece uso delle tecniche proprie della Geodesia, effettuando opportune triangolazioni col teodolite. La Memoria venne letta nella sessione del 28 Maggio 1905 e si intitolava: “La Meridiana del Tempio di S. Petronio di Bologna riveduta nel 1904”. Nella sua relazione il Prof. Guarducci riportò che:

  • l’Altezza Gnomonica risultava essere di metri 27,0699 e quindi corrispondeva ancora a quella originale;
  • il centro del foro non aveva subìto sensibili spostamenti rispetto al Punto Verticale;
  • la linea meridiana era lievemente deviante di 1’ 36,6” verso Est, con un conseguente ritardo nell’indicazione del mezzodì di 2,5 secondi al solstizio estivo e di 6,5 secondi a quello invernale;
  • gli abbassamenti più rilevanti della linea meridiana, assumendo come quota base il Punto Verticale,  si riscontravano sulla piastra equinoziale (-8 millimetri) e su quella del solstizio invernale (-7 millimetri).

Queste e molte altre misure portarono alla conclusione che lo stato generale della meridiana si era mantenuto pressoché inalterato dal suo completo rifacimento effettuato nel lontano 1776 da Eustachio Zanotti, resosi necessario a causa del suo degrado a distanza di ottant’anni dal restauro effettuato dallo stesso Cassini, coadiuvato da Domenico Guglielmini [1].

Nel 1925, in occasione del terzo centenario della nascita di Cassini, il Prof. Guarducci fece una seconda approfondita verifica sullo stato della meridiana, in seguito alla quale risultarono pienamente confermate le misure di vent’anni prima. Per l’occasione fu pubblicata una nuova e più completa edizione della sua Memoria, patrocinata dal Comune di Bologna, dalla Provincia di Bologna e dalla Fabbriceria di S. Petronio [3].

Lo stato della meridiana ai giorni nostri

La verifica dell’Altezza Gnomonica e del Punto Verticale

La verifica del livello della linea meridiana

Conclusioni

Leggi l’articolo completo su Astronomia Nova di Maggio 2012 – DOWNLOAD

Alberto Nicelli è laureato in Fisica all’Università di Pisa.  Attualmente lavora come Project Manager presso un’importante azienda di Information Technology. Amante dell’Astronomia e cultore della Geometria, si è appassionato in particolare allo studio della Gnomonica, che ne è la sintesi per eccellenza.

Collabora con la Redazione della rivista Gnomonica Italiana, è membro del Direttivo del Gruppo Astrofili Eporediesi “G. B. Beccaria” di Ivrea (TO), ed è attivo nella divulgazione della Gnomonica nelle scuole come ausilio per la didattica dell’Astronomia.









Articoli simili:

video rubrica, domande astronomiche

iniziative

Ultime Notizie