La misura delle stelle doppie con i CCD Strumenti e metodi

febbraio 29, 2012  |   AstronomiaNova   |     |   0 Commenti

Giuseppe Micello e Antonio Adigrat

Introduzione

Questo corposo articolo di Micello e  Adigrat costituisce una delle più interessanti proposte indirizzate  ai lettori di ASTRONOMIA NOVA, nell’ambito del progetto: “Il cielo sopra di noi: osserviamolo!”. La misura delle stelle doppie è uno dei settori più antichi della ricerca astronomica. Giustamente, gli Autori ripropongono all’attenzione degli astrofili questa nobile, ed ancora proficua, pratica osservativa, con la speranza di fare proseliti che siano disponibili a ricalcare le orme dei numerosi, grandi astronomi che, dal Seicento in avanti,  hanno “misurato i cieli” con pazienza, precisione e tanta perseveranza.

Le stelle doppie

Una delle  più eleganti definizioni di stella doppia è riportata nel trattato “Le stelle”, pubblicato nel 1877, di uno dei maggiori astronomi dell’Ottocento, il padre Angelo Secchi (1818-1878), il quale così scriveva (pag. 206): “Molte stelle che vedute ad occhio nudo sembrano semplici, osservate cogli strumenti si trovano esser composte di due e talora di te e più, vicinissime  tra di loro, di grandezza talora uguali, talora diversissime; queste si dissero stelle doppie o multiple [...] La vicinanza di tali corpi può derivare primieramente da un semplice effetto di prospettiva, in quanto che due stelle tra loro lontanissime si trovano proiettate quasi sulla stessa visuale; ma può anche derivare da una connessione fisica che sia tra i due corpi per mezzo di una forza qualunque che li ritenga uniti, come per esempio il Sole e i pianeti. Nel primo caso si dicono doppie ottiche, nel secondo doppie fisiche. Lo stabilire se vi sia un legame o no, è opera di delicate osservazioni e calcoli laboriosi”.

Tipico setup strumentale per la ripresa di stelle doppie. E’ compresa la camera CCD e l’autoguida.

Leggi l’articolo completo su Astronomia Nova di Marzo 2012 - Entra e scarica gratuitamente la rivista.

Giuseppe Micello

7mg8@libero.it, è nato in provincia di Lecce il 19 maggio del 1978; fin dall’età di 14 anni si occupa di astronomia e da circa 3 anni si interessa di stelle doppie e astrometria dei sistemi binari e multipli.

Collabora con l’UAI nella sezione stelle doppie ed ha pubblicato alcuni articoli (di cui uno come co-autore con Lorenzo Preti) sul Journal of Double Star Observations (http://www.jdso.org/).

Altri articolo sono in attesa di pubblicazione sia sul JDSO che sul Webb Society (Double Star Section Circulars).

Il Washington Double Star Catalog, a gennaio 2011, ha ufficializzato una nuova doppia, individuata da Micello, con il nome di GMC 1AE.

Antonio Adigrat,

antonio.adigrat@yahoo.it , è nato a Teana (PZ) il 12.02.1974 ai piedi del Pollino, sotto uno dei cieli piu’ bui d’Italia.

Ho fatto studi scientifici laurendosi, nel 1999 in Ingegneria Chimica all’università di Salerno. In seguito, sempre alla stessa università ha proseguito gli studi in Astrofisica nella facoltà di Fisica.

Attualmente (e dal 2000) lavoro in R&D nel campo delle fibre ottiche. Appassionato osservatore soprattutto deep sky si è dedicato all’osservazione, misura e studio delle stelle doppie da circa 7 anni. Ha curato la traduzione in italiano del tutorial e del software REDUC di Florent Losse.

La sua attuale strumentazione, principale, è composta da uno Schmidt-Cassegrain da 10″ ACF su EQ6 con sistema DA1, per osservazione e ripresa di doppie con webcam modificata, e da un dobson Lightbridge da 12″ che uso per l’osservazione deep.









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