LE MERIDIANE A CAMERA OSCURA, STRAORDINARI STRUMENTI ASTRONOMICI

aprile 30, 2012  |   AstronomiaNova   |     |   0 Commenti

Giorgio Mesturini

Il secondo articolo celebrativo per il terzo centenario della morte di Giovanni Domenico Cassini (1625-1712) è dovuto allo gnomonista Giorgio Mesturini che presenta un’ampia sintesi descrittiva delle meridiane a camera oscura, funzionalmente simili alla grande meridiana di San Petronio a Bologna.

Introduzione

La meridiana a camera oscura è essenzialmente un orologio solare posto all’interno di un edificio, costituito da una unica linea oraria, quella delle ore 12 del Tempo Vero Locale; il raggio di luce solare che entra da un piccolo foro sapientemente ricavato nel soffitto o nella parete colpisce la linea nell’attimo del transito del Sole sul meridiano locale, quando l’astro si trova nel punto più alto del suo percorso apparente nel cielo. Nel corso dell’anno la posizione di questa immagine solare può dare anche molte indicazioni di “tipo calendariale” come rilevare i solstizi estivo ed invernale, stabilire la data degli equinozi ed alcune date particolari, oltre a costituire un originale e precisissimo strumento astronomico.

Le meridiane “a camera oscura” dette anche a foro stenopeico, formano una famiglia abbastanza numerosa anche se non vastissima, diffusa principalmente in Italia, ma con alcuni esempi in Francia ed altrove; le troviamo ancora presenti in chiese, la maggior parte, ed anche in edifici civili di un certo prestigio. Il periodo di maggior sviluppo di questa tipologia di strumenti è compreso, grosso modo, tra la fine del 1400 e gli inizi del 1800.

Uno dei motivi di questa diffusione prevalentemente in Italia, certamente non l’unico, può imputarsi alla circostanza che il Papato Cattolico è sempre stato a Roma e che il Papa nel corso dei secoli, è sempre stato detentore, di fatto, del potere di regolamentare il Calendario, non solo in Italia, ma in tutta l’area di influenza cattolica. Le meridiane a camera oscura diventano un mezzo importante per poter adempiere a questa funzione fondamentale, sia dal punto di vista civile, sia da quello religioso.

Gli astronomi, i matematici e gli studiosi culturalmente aperti ed evoluti hanno sempre saputo, fin dal medioevo, che il Calendario Giuliano istituito nel 46 a.C. da Giulio Cesare non era perfetto, malgrado fosse corretta la scelta di far corrispondere il calendario con l’avvicendarsi “solare” delle stagioni, abbandonando di fatto altre possibilità basate sul ciclo lunare, come in uso all’epoca dagli ebrei e da altri popoli. Quello che non permetteva al calendario di funzionare perfettamente era il presupposto fondamentale dell’esatta durata dell’anno tropico, vale a dire il tempo esatto in cui la Terra compie una rivoluzione sull’orbita annuale; questo periodo può anche essere definito come tempo compreso tra due successivi equinozi di Primavera.

Se la durata dell’anno fosse stato di un numero intero di giorni la soluzione sarebbe stata facile, ma Giulio Cesare, con il conforto dell’astronomo greco Sosigene, era a conoscenza che l’anno durava 365 giorni e 6 ore e decise quindi che aggiungendo 1 giorno ogni 4 anni, detto giorno bisestile, la sincronia delle stagioni con le date sarebbe stata garantita. Gli astronomi dell’epoca si resero conto presto che la durata dell’anno differiva leggermente da quanto calcolato da Sosigene, essendo più corto di oltre 11 minuti rispetto ai 365 giorni ed ¼ inizialmente calcolati, pari a poco meno di un giorno per ogni secolo.

Il Concilio di Nicea in Asia Minore, nel 325 d.C. determinò che la Pasqua doveva cadere alla prima domenica dopo il Plenilunio che coincide o segue immediatamente il giorno 21 marzo, considerato questo l’equinozio ecclesiastico (l’equinozio astronomico può cadere nei giorni 19, 20, 21 marzo).

Nel 1582 il Calendario giuliano assumerà la attuale struttura, a seguito della coraggiosa riforma di Papa Gregorio XIII; da quell’anno, non senza eccezioni e tentennamenti, il calendario chiamato “gregoriano” è utilizzato nei paesi di area cristiana e nelle relazioni internazionali. La riforma gregoriana consistette nel togliere i dieci giorni fino ad allora accumulati facendo seguire al giovedì 4 ottobre il venerdì 15 ottobre e, per fissare in modo perpetuo la data dell’equinozio di primavera, si dovette apportare una modifica all’algoritmo di computo: mantenere invariata la regola del giorno bisestile ogni quattro anni, ma considerare bisestili soltanto gli anni secolari divisibili per 400. Infatti dalla riforma del 1582 sono stati bisestili il 1600 ed il 2000 e lo sarà il 2400, mentre non sono stati bisestili il 1700, il 1800 e il 1900 e non lo saranno il 2100, il 2200 ed il 2300.

La Chiesa “prestò” all’Astronomia i propri vasti edifici di culto per costruirvi le meridiane a camera oscura, che per ben funzionare hanno necessità di grandi dimensioni in ambienti dalla luminosità ridotta, alcune delle quali verranno descritte, in ordine di data di costruzione, nel prosieguo di questo articolo.

  • Firenze, Santa Maria Novella, 1575.
  • Milano, Duomo, 1786.
  • Napoli, Certosa di San Martino, 1771.
  • Formello (RM), Chiesa di San Lorenzo, 1796.
  • Bergamo, Portico di Piazza Vecchia, 1798.
  • Palermo, Cattedrale, 1801.
  • Catania, Monastero di San Nicola l’Arena, 1841.
  • Acireale (CT), Duomo di Santa Venera, 1843.
  • Modica (RG), Duomo di San Giorgio, 1891.
  • Perinaldo (IM), Chiesa della Visitazione, 2007.

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Giorgio Mesturini è nato a Casale Monferrato (AL) il 28 luglio 1947. Si occupa attivamente di gnomonica da molti anni per la progettazione tecnica delle meridiane e degli orologi solari e collabora con numerosi artisti per la loro realizzazione. Ha vinto nel 2009 il 1° premio al concorso internazionale “Le Ombre del Tempo” organizzato dal Gruppo Astrofili Bresciani con una sua opera dal titolo “Due coppie di quadranti solari a riflessione”.

Coordinatore per le Provincie di Alessandria e Biella del Censimento Nazionale Quadranti Solari promosso dalla U.A.I. Unione Astrofili Italiani.

Membro del C.G.I. Coordinamento Gnomonico Italiano.

Membro della C.C.S. (Commision Cadrans Solaires) della Societé Astronomique de France.

Titolare del sito internet di argomento gnomonico www.mesturini.com .

Da tempo si dedica alla didattica ed alla divulgazione tenendo corsi di gnomonica alle scuole ed alla Università della Terza Età e organizzando conferenze ed incontri sullo stesso tema.









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