Meteoriti, una rassegna – caratteristiche fisiche e chimiche, struttura e classificazione

gennaio 01, 2012  |   AstronomiaNova   |     |   1 Commento
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PARTE SECONDA, di Marco Cattelan

Fig. 15. La grande meteorite ferrosa di Hoba, in Namibia

CARATTERI FISICI

Le caratteristiche di una meteorite, che la differenziano da un  comune “sasso” terrestre sono varie. Nella grande maggioranza dei casi, se si ha già un po’ di dimestichezza con le meteoriti,  è facile riconoscere un  “ sasso extraterrestre”. Vi sono però casi in cui l’alterazione prodotta dal tempo o dalle caratteristiche intrinseche della struttura rende veramente difficile il riconoscimento di un oggetto senza un’adeguata analisi.

Peso – Dimensione.

Le meteoriti  hanno generalmente un peso superiore a quello di un sasso comune di uguale dimensione. Ciò è dovuto alla presenza del ferro.

La densità di una meteorite può variare da 3,5 a 8  gr/cm3, mentre le sue dimensioni possono andare da pochi millesimi di millimetro, nel caso delle micrometeoriti e della polvere cosmica, fino a diversi metri e  quintali in peso per certe meteoriti metalliche. La più grande, in assoluto, è quella di Hoba, una  meteorite ferrosa trovata in Namibia agli inizi del 1900 (fig. 15 in alto).

Fig. 16. Un magnete, sospeso a pendolo, attira una piccola meteorite ferrosa.

Proprietà magnetiche

Le meteoriti si distinguono dai comuni sassi  terrestri perché quasi tutte ( tranne le più rare)  hanno proprietà magnetiche (fig. 16) Se il campione è piccolo la risposta la si avverte solo utilizzando un pendolo di cui la massa oscillante è appunto un magnete. La sensibilità del pendolo consente quindi di segnalare anche una minima presenza di  metallo libero nel campione.  Generalmente un sasso  terrestre non ha la concentrazione di metallo  necessaria per far orientare un magnete a meno che non sia un basalto o una roccia di origine vulcanica in genere. Spesso tra i falsi meteoriti  vi sono proprio basalti e porfidi.  Il metallo di cui è composta una meteorite è essenzialmente ferro a cui è associato il nichel.   Proprio da questa associazione, rara nelle rocce terrestri, si  ha spesso la certezza che il campione in esame è di origine extraterrestre.  La lega ferro – nichel acquista una polarità magnetica quando viene calamitata, per questo è meglio  evitare  di  esporre ad un forte  campo magnetico il campione, in quanto si possono alterare con  ciò varie proprietà e quindi perdere preziose informazioni.

Crosta nera superficiale

Altro carattere principale delle meteoriti è una crosta sottilissima dello spessore di alcuni decimi di millimetro  o poco più,  nera o nerastra, sempre ben distinta dal  colore interno del campione (fig. 17).  La crosta è  essenzialmente vetrosa se ricopre una pietra mentre è fatta principalmente di magnetite ( Fe3O4)  nelle meteoriti ferrose.

Fig. 17. Le meteoriti sono ricoperte da una sottilissima crosta nera, di natura vetrosa per quelle petrose, mentre è costituita essenzialmente da magnetite per le ferrose.

Il colore può essere nero opaco, a volte lucido come una cera, oppure nera lucente come la lacca nelle meteoriti pietrose oppure  nero con riflessi bluastri se il campione e di composizione metallica. Se  la meteorite è  rimasta esposta per molto tempo agli agenti atmosferici  la crosta si perde o si ossida, in pratica si forma uno strato di ruggine.  Questa cosa è molto pronunciata nelle meteoriti metalliche, mentre invece in quelle pietrose solo la parte interrata quando il campione è ancora al suolo, risente fortemente del processo di ossidazione.  Spesso le meteoriti, in particolare quelle metalliche  hanno una crosta solcata da numerose linee sottili prodotte da rivoli di sostanza fusa le quale indicano la parte frontale del corpo nel tratto terminale della traiettoria a velocità cosmica. La crosta è nera, anche se raramente, può essere di colore  caffelatte – biancastro. I fulmini possono  produrre  a volte sulle rocce una specie di vernice vetrificata che può avere qualche analogia con la crosta delle meteoriti. E’ per questo che un tempo si credeva che le meteoriti fossero rocce terrestri vetrificate superficialmente  dal fulmine.

Regmaglipti

La superficie delle meteoriti appare spesso  cosparsa di caratteristiche  depressioni e concavità arrotondate paragonabili alle impronte lasciate dalle dita su di un pezzo di argilla o pasta molle (fig. 18).

Fig. 18. Remaglipti molto marcate sulla superficie di questa meteorite.

Queste concavità,  a volte di forma poligonale e talvolta così profonde da  formare tra l’una e l’altra delle  creste, si chiamano” regmagliti o piezoglipti”. Le dimensioni vanno da pochi millimetri a molti centimetri, e comunque sono proporzionate  alle dimensioni della meteorite.  La superficie delle meteoriti può essere anche ricoperta da varie irregolarità, come  fessure, cavità, protuberanze. Questo  è dovuto  principalmente all’azione atmosferica nel tratto della traiettoria di volo prima della perdita della velocità cosmica.  Alcune meteoriti mostrano  un pronunciato orientamento aerodinamico. Hanno una forma che ricorda un cono o un tronco di cono.  La sommità del campione è generalmente liscia mentre le superfici laterali possono essere ricoperte di regmagliti.  Queste meteoriti che si dicono “orientate” indicano chiaramente che il  meteoroide ha mantenuto un’ orientazione fissa   durante la  traiettoria aerea.

Fig. 19. Meteorite di forma poliedrica.

Forma  aerodinamica orientata  e poliedrica

Molte meteoriti che non hanno subito processi  di disgregazione in atmosfera mostrano  spesso una struttura  che può essere approssimata ad una figura a fuso,  ed  a scudo  e comunque  una  geometrica regolare.

Parallelepipedi,  piramidi, coni, prismi a diversa base sono le figure geometriche più comuni (fig. 19). Già nell’Ottocento si fecero esperienze per studiare il comportamento di un prisma d’acciaio durante l’esplosione di una cartuccia di dinamite.

I campioni si frammentano dando sempre origine ad altri prismi  di forma poliedrica ed i piani di rottura tendono  a prodursi perpendicolarmente  alla superficie.  In questo modo si può capire meglio il processo di disgregazione di un meteoroide prima di perdere la velocità cosmica,  considerando anche prodotto dei contatti tra i frammenti del meteroide stesso.

Struttura interna

Le meteoriti sono generalmente composte da  materiale solidamente aggregato. Raramente e solo nelle meteoriti  pietrose, possiamo osservare campioni che semplicemente al contatto con le mani tendono a sbriciolarsi.  Le meteoriti pietrose si classificano in base alla struttura del materiale   al loro interno, in indifferenziate e differenziate. La grande maggioranza di quelle recuperate sono indifferenziate cioè sono composte da un agglomerato di piccolissime sferule chiamate condruli  amalgamati in una matrice rocciosa più o meno ricca di pagliuzze metalliche. Queste sono le meteoriti più antiche. Sezionando e lucidando quindi una meteorite condritica appaiono tanti piccolissimi “circoletti”  di materiale roccioso (fig 20). Questa struttura, ad un attento esame, la si può osservare già anche sulla crosta di fusione o, dove questa manca, sulla materia rocciosa.   Le differenziate sono invece quelle che mostrano diversi cristalli agglomerati in una matrice rocciosa,   dove la presenza dei condruli e del metallo libero è minima  o completamente assente.

Fig. 20. I condruli, piccole strutture circolari rocciose che si evidenziano sezionando e lucidando una meteorite

Questo materiale mostra cioè un processo di ridistribuzione dei componenti chimici  partendo da corpi di composizione condritica o indifferenziata. La parte metallica di questi corpi  poi è quella di cui sono composti i meteoriti ferrosi.  Questi ultimi hanno una composizione prevalentemente costituita di ferro e nichel cioè il metallo delle condriti, che grazie a forti pressioni  agenti per lungo tempo, si è distribuito nel campione  con forme caratteristiche di un cubo o di un tetraedro. Sezionando  e trattando con opportuni acidi  le meteoriti ferrose, quindi, si possono osservare delle figure particolari che nessun materiale terrestre mostra e che assomigliano agli intrecci di fili o ai disegni di un tappeto: le figure di Widmanstatten  (fig. 21).

Venature nere  e metallo libero

Sezionando alcune meteoriti si sono notate delle venature nere  che sembrano come prolungamenti della crosta.   Ciò è probabilmente dovuto alla penetrazione della materia fusa e quindi vetro,  nell’interno del meteoroide durante l’interazione con l’atmosfera. Questo materiale interagendo poi con la roccia interna produce delle figure o linee che sembrano assomigliare ad un marmo. Oltre a ciò si può spesso osservare del metallo libero costituito da una  lega ferro/nichel (fig. 22).

Fig. 21. Le figure di Widmanstatten.

Fig. 22. Struttura interna di una meteorite con conglomerati di una lega di Fe/Ni

COMPOSIZIONE CHIMICA

Fig. 23. Nello spettro di un condrulo meteoritico si rileva la presenza, in elevata quantità, di ferro e nichel.

E’ noto che le meteoriti contengono gli stessi elementi presenti sulla Terra. Ciò che le differenzia sono i rapporti delle abbondanze, sia in peso che isotopiche, di alcuni  particolari elementi.  Oltre a questo, nelle meteoriti si possono trovare dei composti che sono molto rari sulla Terra o sono evidentemente il prodotto di processi di trasformazione  della struttura molecolare o cristallina dovuti ad agenti fisici a cui sono stati sottoposti durante la loro formazione.  L’elemento che molto spesso offre la certezza di trovarsi di fronte ad una meteorite è il nichel (fig 23).

Questo metallo è sempre associato al ferro con il quale generalmente forma delle leghe con rapporti più o meno grandi ma nei quali il nichel è sempre in minore quantità.

Un secondo elemento importante è il magnesio, il quale si associa in  sali con il ferro ed il silicio per formare la principale materia rocciosa delle meteoriti.

Le quantità percentuali dei vari elementi variano   relativamente   ai diversi tipi di meteorite.

Minerali nelle meteoriti

Nelle meteoriti sono presenti molti minerali  e composti  come  carburi, feldspati, fosfuri  ossidi, pirosseni, silicati, solfuri, composti del ferro metallo, ecc.

Elementi presenti nelle meteoriti pietrose (condriti) paragonati alle tipiche rocce ignee terrestri

Dove trovare meteoriti

Nella grande maggioranza delle meteoriti esiste una non trascurabile presenza di ferro. Questo è,  per il ricercatore, positivo e negativo al tempo stesso.  E’ positivo perché la presenza del ferro aiuta nella distinzione da un comune sasso, in quanto con una calamita si  può dare velocemente una stima  della presenza del minerale metallico,  e quindi del riconoscimento del materiale extraterrestre. Ciò in realtà non è determinante, perché esistono rocce terrestri di origine vulcanica ricche di metallo che si confondono facilmente.

E’ negativo perché il ferro si deteriora presto se esposto agli agenti atmosferici  e questo produce prima o poi l’ossidazione del campione, e quindi lo  smembramento del pezzo. Ovviamente  l’agente principale responsabile   del fenomeno è l’umidità. Si pensi che evidenti fenomeni di ossidazione avvengono anche nelle vetrine dei musei.

I posti migliori per trovare le meteoriti, quindi, sono i  deserti sia caldi che freddi, cioè il Sahara e l’Antartide.

Il polo sud è un posto dove comunque la temperatura è sempre troppo bassa per permettere  la presenza di una elevata umidità. Le meteoriti in Antartide hanno un meccanismo particolare   di  concentrazione.  Lo scorrimento di ghiacciai verso il mare, la presenza di colline e montagne ed il formarsi di forti venti  che flagellano la base delle stesse, è la miscela necessaria per  l’affioramento e la concentrazione di meteoriti cadute anche varie migliaia di anni orsono.   In Antartide sono state trovate migliaia di campioni di eccezionale interesse, compresa la famosa meteorite marziana ALH 84001, che secondo recenti studi sembra contenere delle tracce compatibili con la passata esistenza di  forme di vita primordiale su Marte.

Un secondo posto è sicuramente il deserto arido e secco. Il deserto di Atacama in America del sud, la pianura di Nullarbor nell’Australia  sud occidentale e, soprattutto, il deserto del Sahara, sono posti meravigliosi per cercare meteoriti (fig. 24). Vi sono delle zone  piatte con un terreno ghiaioso abbastanza duro e di colore biancastro, che sembrano fatte apposta per osservare oggetti di colore scuro.  Questa   selezione è molto importante perché come detto le meteoriti sono generalmente di un colore nerastro. Le “cose” brune quindi possono essere solo: sterco di dromedario, rari sassi soprattutto di selce (a volte  questo materiale si rivela un manufatto preistorico), barattoli arrugginiti o, appunto, meteoriti.   E’ veramente incredibile come questo materiale si possa trovare semplicemente appoggiato sul terreno  o appena interrato come se fosse  caduto il giorno prima. E’ curioso rilevare come, dalla lettura dei cataloghi delle meteorite classificate, siano molto rare le meteoriti  sahariane completamente ferrose ( sideriti). Forse questo è un effetto di selezione dovuto alla presenza dell’uomo, che potrebbe avere raccolto ed utilizzato quel materiale per ricavarne attrezzi  o manufatti, oppure  che il processo di deterioramento è molto maggiore, e rapido, nelle meteoriti ferrose rispetto a quelle rocciose ( aeroliti).   Comunque  questa, potrebbe essere,  anche una prova che di meteoriti ferrose ne cadono in percentuale molto minore rispetto a quelle rocciose.

Come trovare le meteoriti

Cercare e trovare meteoriti non è facile. La cosa più importante è l’esperienza e comunque “il colpo d’occhio”. Queste qualità si acquisiscono anche in brevissimo tempo  specialmente se si ha la possibilità di osservare bene e da vicino dei campioni, o si è a contatto con persone che hanno una buona esperienza in materia. Lo strumento principale rimane però sempre un buon magnete con il quale verificare se un “ sasso” sospetto ha buone possibilità di essere extraterrestre. Un altro strumento è il “cerca metalli”. Di questi  attrezzi ve ne sono molti in commercio a diversi prezzi. Certamente più è grande la piastra sensibile, maggiore è la probabilità di captare qualche segnale positivo.

Non è necessario uno strumento che analizzi molto in profondità perché poi bisogna scavare e nella stragrande

terrestre. Quindi si rischia di perdere tempo per nulla e ci si demoralizza.   Le aree su cui cercare dovrebbero essere il più possibile prive di vegetazione  ed il suolo il più possibile antico e non mescolato. Comunque  è certo che la dote che bisogna avere, in buona quantità, è la costanza e soprattutto la fortuna. Una volta recuperato un sasso sospetto bisogna osservare se esiste qualche traccia di crosta di fusione o provare se esiste una apprezzabile quantità di nichel, e per tale analisi la cosa più semplice, rimane quella  di mostrare il campione a qualche centro specializzato (Museo, Università, ecc.) per fare un’analisi ed una classificazione appropriata. La proprietà rimane di chi lo ha trovato. In Italia non esiste una legislazione appropriata per la meteoriti.

Quando si ha la certezza di aver trovato un “sasso cosmico”  si prova una grande soddisfazione.

Come conservare le meteoriti

Le meteoriti vanno conservate in posti asciutti. Negli armadi,  dove vengono esposte, è bene apporre dei sali per estrarre l’umidità. Le meteoriti metalliche hanno sempre il problema della ruggine che può essere combattuto con opportuni prodotti  specifici come ad esempio una soluzione  formata da una parte di citrato di sodio e 5 parti di acqua. Qualcosa di buono  si ottiene anche utilizzando prodotti per lo sbloccaggio di pezzi arrugginiti, anche se alcuni preferiscono tagliare drasticamente le meteoriti metalliche. Il campione è bene conservarlo immerso in petrolio o olio di vasellina dentro ad un contenitore vetro, anche se la “carie” degli ossidi tende a formarsi lo stesso assieme a bei cristalli di cloruro ferrico. Le meteoriti rocciose hanno meno problemi rispetto a quelle metalliche, bisogna solo, come tutti questi “sassi”, maneggiarle con cura, magari con i guanti.

CLASSIFICAZIONE

Le meteoriti si classificano in base alla quantità di ferro in 3 grandi gruppi. Aeroliti: essenzialmente roccia; Sideroliti: circa la metà del  peso di questi campioni è roccia e l’altra metà è costituita di metallo; Sideriti: costituite essenzialmente da metallo e sopratutto ferro. Questa classificazione viene ulteriormente suddivisa in base  a certe caratteristiche fondamentali. Di tutte le meteoriti viste cadere il 94 % sono aeroliti, il 5 % sono sideriti e l’1% sono sideroliti  (fig. 25).

Fig. 25. Una classificazione semplificata delle meteoriti.

Aeroliti

Fig. 26. In alto meteorite acondrite quasi priva di metallo in basso meteorite condrite ricchissima di metallo.

Condriti ordinarie. Questo tipo di meteorite è quello più comune e tra quelli più antichi. Si definisce così perché la roccia di cui sono composte è un amalgama di oggetti più o meno sferici chiamati condruli.

Di dimensione diversa partendo da qualche centinaio di micrometri fino a qualche millimetro, questi condruli sono immersi in  una matrice rocciosa.

Si associa un numero che va da 3 a  7 in  base alla loro piccolezza. Al numero 3, sono associati condruli  distinti ed evidenti, al numero  7 praticamente indistinti rispetto alla matrici.

Una importante distinzione viene fatta anche in base al contenuto di metallo libero, principalmente ferro.

Si associa la lettera “H” quando il valore è alto attorno al 20% della massa;  “L” quando  è basso attorno al 10%;  “LL”  quando è molto basso attorno al 5%. Le componenti principali sono l’olivina, la bronzite e l’iperstene (fig. 26).

Condriti Carboniose.

E ‘ una classe di meteoriti estremamente antica, e ricca di carbonio. In alcuni casi sicuramente proveniente da comete o da primitivi asteroidi carboniosi. Le condrule possono essere estremamente evidenti  oppure praticamente assenti. Nella sigla di classificazione si associa una lettera che rappresenta il tipo in base  a meteoriti capostipiti già ampiamente studiate ed analizzate.  In base alle dimensioni dei condruli viene associato un numero tra 1 e 5 (fig. 27). Alle condriti carboniose appartiene anche la classe delle condriti Bencubbiniti cioè carboniose ricche di metallo.

Condrite a enstatite

Sono meteoriti molto rare  dove la matrice  è costituita da cristalli di enstatite. Hanno il più alto contenuto di ferro libero ed il più basso tasso di ossidazione tra tutte le condriti. Vengono indicate con le lettere “H” ed “L” in base alla abbondanza di metallo e solfuro. In base alle dimensioni dei condruli viene associato un numero tra 3 e 6  (fig. 28).

Condriti Rumuruti

Queste meteoriti sono estremamente rare, per anni sono state definite condriti anomale prima di essere costituite in un gruppo proprio. Il nome deriva dalla località di Rumuruti in Kenia dove nel 1934 caddero diverse pietre di questo tipo.  Le caratterizza il basso contenuto di metallo libero una minore quantità di condruli rispetto alle altre condriti e la più alta ossidazione ferrosa di tutta la classe delle condriti  (fig. 29).

Acondriti

Le acondriti sono meteoriti molto rare  anche

non sempre vengono riconosciute facilmente essendo molto simili a certe rocce terrestri. Si definiscono anche meteoriti differenziate in quanto l’omogeneità tipica delle condriti, formate da un miscuglio  di rocce e metallo, viene sostituita da un  miscuglio assolutamente povero di metallo libero e praticamente privo di condruli. Sono presenti diversi cristalli di silicati  che  danno poi le caratteristiche petrografiche alla meteorite stessa.

Aubriti

Sono povere di calcio e consistenti soprattutto di enstatite. Sembra siano correlate alle condriti a enstatite e provenienti da asteroidi del tipo” E”.  Secondo alcune teorie sembrano provenire dal pianeta Mercurio, (fig. 30).

Ureiliti

Sono povere di calcio e ricche di silicati di magnesio e ferro e soprattutto carbonio  Sono le sole che contengono una quantità significativa di metallo libero, attorno al 5% e la più alta concentrazione

è chiara anche se sembra probabile la formazione partendo dalle condriti carbonacee (fig. 31).

Brachiniti

Le Brachiniti sono composte quasi interamente da piccoli grani di olivina ( silicato di ferro e magnesio) granulare ed assomigliano al tipo di meteorite marziana chiamata Chassigny.

Furono originariamente confuse con questo tipo di meteorite. Il metallo è  molto raro o assente, in totale è quasi il 20% ma legato alle olivine (fig. 32).

Winonaiti

Le Winonaiti sono una classe di meteoriti primitive; l’analisi isotopica le distingue dalle Brachiniti e da altre classi delle acondriti.

Queste meteoriti sono ancora in fase di studio. La meteorite di Winona, da cui deriva il nome Winonaite

Acapulcoiti/Lodraniti

Le Acapulcoiti sono considerate delle acondriti primitive e strettamente simili alle Lodraniti ( sideroliti). Le Acapulcoiti hanno una composizione condritica ma una tessittura acondritica. Le prime classificazioni le consideravano una condrite anomala. Le Acapulcoiti sono eterogenee sia nella tessitura che nella composizione mineralogica e isotopica. Esse hanno una tessitura a grana fine in confronto alle Lodraniti e si pensa che questi due tipi di meteoriti hanno subito delle variazioni di fusione parziale, probabilmente nello stesso corpo progenitore (fig 33).

Gruppo HED

“HED”  significa meteoriti Howardite – Eucrite – Diogenite. Questi sottogruppi di meteoriti, pur essendo diverse nella composizione del minerale, come ad esempio l’abbondanza di calcio basaltico, hanno diverse caratteristiche che le accomuna come la composizione isotopica. Sembrano tutte provenire

Angriti

Le Angriti sono un piccolo gruppo di meteoriti composte da pirosseni, olivine e plagioclasi.La tessitura delle angriti è variabile, però si è cristallizzata da un basalto vulcanico. Analisi isotopiche della composizione delle Angriti hanno rilevato che sono indinstinguibili dal gruppo HED, ma la chimica di queste meteoriti ha indicato che provengono da un corpo progenitore separato.

Gruppo SNC

“SNC” significano  Shergotty ( India),   Nakhla ( Egitto), Chassigny( Francia), sono località  dove sono cadute in tempi diversi delle meteoriti molto rare che hanno una composizione isotopica  e petrologica simile. Sono diventate capostipiti di un gruppo di meteoriti che  si pensa abbiano origine dal pianeta Marte. Alcune sono estremamente giovani ( rispetto alla stragrande maggioranza delle meteoriti),  si è calcolato un’età attorno al miliardo e 200 milioni di anni (fig. 35).

Lunari.

Anche queste sono meteoriti molto rare. Sino ad oggi ne sono state trovate 22 soprattutto nell’Antartide e nel deserto del Sahara. Ci sono campioni che provengono dall’Australia e dall’Oman.  Tutte le meteoriti sono brecce cioè sono  rocce formata dalla fusione, di roccia frammentata durante il fenomeno dell‘impatto di un meteoroide. Sembrano provenire sia dai mari che dalle montagne lunari. Sono molto importanti perché danno informazioni sulle rocce lunari situate in zone che gli astronauti non hanno potuto esplorare (fig. 36). La classificazione  viene poi completata con una scala di valori di degrado del campione dovuto all’esposizione agli agenti atmosferici indicato con “W” seguito da un numero da 0 a 6  riferito alla crescente  alterazione del  campione. A questo si aggiunge poi un indice  “S” seguito sempre da un numero da 1 a 6 che indica il livello  crescente di frantumazione o shock del campione dovuto a impatto.

Sideroliti

Questa è una classe di meteoriti differenziate che dovrebbero provenire  da un settore di un  meteoroide che si trova tra il nucleo e la superficie. Si caratterizzano per la quasi identica quantità di metallo libero e di roccia (fig. 37).

Pallasiti.  Queste meteoriti, se sezionate, sono tra le più belle, in quanto consistono di cristalli di olivina inglobati in una matrice metallica.  Sono tra le più difficili da conservare  perché il processo disgregativo della ossidazione attecchisce con maggiore efficacia.

Mesosideriti

Si pensa che queste meteoriti si formino quando un asteroide prevalentemente roccioso

La fusione del materiale creerebbe la mesosiderite. Questa si differenzia dalla  pallasite perché non mostra una struttura compatta di metallo libero.

SIDERITI

Le sideriti   sono una classe di meteoriti differenziate che proviene dal nucleo di un meteoroide distrutto dalla collisione con un altro corpo cosmico. Frammenti del nucleo poi possono essere stati coinvolti  in ulteriori impatti producendo ulteriori frammentazioni.  La classificazione è determinata dalla composizione chimica  in particolare dalla abbondanza del nichel e dalla struttura della matrice metallica (fig. 38). Nelle sideriti sono presenti anche, se in piccolissima quantità, il germanio, il gallio e l’iridio. Se la superficie viene lucidata ed attaccata con acido nitrico molto diluito possono apparire delle figure particolari intrecciate simile ad un tappeto. Questi drappeggi sono di diverso spessore e caoticità in relazione alla quantità di nichel presente.  Queste meteoriti sono formate da grandi cristalli di taenite e camacite: due leghe di ferro-nichel.

Esaedriti

Queste sono le meteoriti metalliche più povere di nichel. E’ possibile trovarlo con una abbondanza tra il 4% ed il 6% . In pratica queste meteoriti sono formate solo da camacite la lega più povera di nichel. Lucidando una superficie  ed attaccandola con l’acido nitrico diluito si ottengono delle figure dette di Neumann (fig. 39).

Ottaedriti

Sono meteoriti con un contenuto di Nichel variabile tra il 6% ed il 17%. Se lucidate e trattate con l’acido mostrano delle figure caratteristiche chiamate di Windmastatten. Questi “drappeggi” sono prodotti dall’unione della tenite e della camacite, e per questo  quando  sono in quantità variabili possono dare origine a diversi   disegni.

Le lamelle  possono essere per questo più o meno grossolane, questo anche in relazione al piano di taglio della meteorite.

Atassite.

Queste sono meteoriti con un contenuto di nichel molto alto, oltre il 18%. Questo significa che solo la lega ferro-nichel è presente solo sotto forma di tenite. Lucidate e trattate con acidi corrosivi non mostrano più nessuna figura o drappeggio,  sulla superficie.

La meteorite più pesante al mondo è proprio una atassite è stata rinvenuta in Namibia e pesa 55 tonnellate.

Negli ultimi anni sono state individuate nuove classi di meteoriti o riclassificate,  grazie a strumenti migliori, diverse meteoriti un tempo definite anomale.

Questo sta a testimoniare quanto sia complessa e ricca l’evoluzione geologica dei corpi del sistema solare che questi “sassi cosmici” rappresentano.

ETA’ DELLE METEORITI

Si definisce età di una meteorite il tempo trascorso tra  la formazione del meteoroide o corpo genitore ed il momento della caduta o della raccolta. Per la sua misura  utilizza il metodo del decadimento radioattivo, cioè la proprietà che hanno alcuni isotopi  di decadere e trasformarsi in altri con tempi e  abbondanze ben precise. La radioattività presente nelle meteoriti è molto bassa e prodotta da diversi elementi, la cui abbondanza può essere modificata dalla storia termica del meteoroide. Questo vuol dire che gli errori che si commettono sono molto ampi.  L’analisi della radioattività inoltre ci permette di stimare anche il tempo che il meteoroide ha trascorso nello spazio planetario. Infatti  il Sole emette particelle ad alta energia  ( raggi cosmici) che inducono specialmente negli elementi delle parti superficiali del meteoroide,  delle reazioni nucleari che producono nuovi isotopi.  Ad esempio è noto che dal ferro, opportunamente irradiato, si può produrre un isotopo instabile del manganese.  Misurando quindi  la quantità di questo elemento si possono stimare le misure dei tempi che un meteorite ha trascorso nello spazio dopo l’espulsione, a seguito di un impatto, dal corpo progenitore.  Per meteoriti molto antiche, statisticamente, in base a differenze, si riesce a stimare  anche il tempo trascorso dalla caduta sulla Terra.

Tectiti  e vetri naturali

Fig. 40. Rocce brecciate, con i caratteristici “coni di frattura” (Shatter Cone), prodotte dall’onda termica di impatto sulla superficie terrestre di un meteorite.

Sulla Terra sono stati scoperti oltre 150 crateri  da impatto. Il fenomeno  della craterizzazione è assai comune nel sistema solare. Basta osservare la Luna con un semplice binocolo per rendersi conto del “bombardamento” che ha subito il nostro satellite naturale nel corso di alcuni miliardi di anni. Quello che è successo alla Luna, in passato, è successo anche alla Terra. La teoria che descrive il meccanismo di caduta di un corpo cosmico e quindi la formazione del cratere da impatto prevede la formazione di un’onda termica che raggiunge il suolo.  Questa energia viene poi dissipata producendo deformazioni nella roccia (fig. 40)  chiamate “ coni di frattura o più comunemente, in inglese, “Shatter Cone”,  rocce brecciate.  E producendo dei corpi vetrosi denominati “tectiti” e “vetri naturali” (fig. 41).  In altre parole la sabbia presente nel terreno si fonde grazie al calore e si trasforma in corpi vetrosi del peso variante da pochi grammi ad alcuni chilogrammi.  La differenza  tra le due denominazioni trae origine dalla diversa composizione  e dal fatto che nella maggioranza delle tectiti ci sono segni  di orientamento del campione ( a goccia, a perla, ecc.)  che indicano sicuramente che il pezzo è stato lanciato in aria  assumendo quindi movimenti rotatori e traslatori che hanno prodotto delle particolari forme aerodinamiche, mentre tra i “vetri naturali” segni di ablazione e comunque di volo sono quasi assenti. La composizione chimica  rivela una grande abbondanza di silice oscillante tra  un 60% per le tectiti del bacino asiatico-australiano  e circa il 98 % per il vetro del deserto libico. La presenza di questi corpi  indica  quasi sempre l’esistenza  di un cratere da impatto di non tarda età.  Le aree dove è possibile trovare le tectiti sono  tutti i continenti.  In Europa si possono trovare le “ moldaviti”  bellissime tectiti di color verde scuro. L’area interessata si trova nelle regione della Boemia e Slovacchia.  Certamente però il  materiale più bello  e da cui si ricavano spesso anche gioielli, è il Libyan Desert Glass ( L.D.G.) un “ vetro naturale” che si trova nel sud ovest dell’Egitto , in quella parte del deserto libico chiamato “ Gran Mare di Sabbia

Fig. 41. Tectiti e vetri naturali.

In quelle  aree sono situate delle bellissime dune di sabbia quasi parallele. Nei corridoi interdunali semplicemente appoggiato sul terreno  o a poca profondità si può trovare questo splendido vetro con colori e trasparenza diversa  rispetto alla posizione. Il colore va dal bianco opaco al verde molto scuro quasi nero. Mediamente però i campioni sono trasparenti e  di un bel colore verde giallo.  Da questo vetro l’uomo preistorico ha  ricavato dei bellissimi manufatti come amigdale, raschiatoi, ecc. (fig. 42).

Fig. 42. Al centro splendido manufatto paleolitico realizzato in LDG.

Marco Cattelan, laureato in Scienze Naturali all’Università di Bologna,  è  “astrofilo” fin da bambino e membro da subito  del Gruppo Astrofili Persicetani.

E’  tra i fondatori dell’Osservatorio Astronomico Comunale di S.G. Persiceto, dove  da sempre svolge una intensa attività didattica e divulgativa.

Attualmente  e responsabile dell’Area Astronomica e Naturalistica  del Museo del Cielo e della Terra del Comune di S.G. Persiceto, che comprende:
Planetario, Osservatorio Astronomico,
Stazione Meteorologica  ed Orto Botanico.

E’ coordinatore e conferenziere del Planetario, fin dalla sua istituzione, nel 1998.

E’ il conservatore delle Collezioni dei Reperti  di “Storia Naturale”, ivi presenti.

Al planetario di San Giovanni in Persiceto (BO) è aperta al pubblico una grande e completa collezione di meteoriti di tutti i tipi (circa 800 campioni diversi) oltre ad una collezione completa di tektiti, vetri e rocce da impatto!

Per concordare visite telefonare allo 051 827067

1 Commenti di questo articolo

  • Enrico

    dicembre 28th, 2012 on 21:19

    Salve , ho comperato in messico un meteorite , come posso fare per sapere se è autentico? grazie









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