RECENSIONE: Moonbook69 Dall’Apollo 11 al Lunar Reconnaissance Orbiter

gennaio 01, 2012  |   AstronomiaNova   |     |   0 Commenti

Recensione di Rodolfo Calanca

Questo bel libretto, molto accattivante anche perché riccamente corredato da bellissime immagini in bianco e nero dei primi decenni dell’avventura spaziale, proveniente dagli archivi della NASA, ha lo scopo principale di raccontare l’avvincente storia della conquista umana del nostro satellite.

Preceduto da una suggestiva prefazione di Margherita Hack, il volumetto raccogli i contributi di numerosi studiosi. Qui ne ricordiamo brevemente alcuni.

Aurelio Magistà analizza con maestria gli articoli apparsi sui quotidiani  e sui periodici del luglio 1969 che riportano a grandi lettere la cronaca del grande sbarco. Gustoso, tra l’altro, il neologismo che  fu coniato dal quotidiano Il Tempo: lunauti.

Anche l’Italia, indirettamente, ha dato il suo contributo al progetto Apollo. Armando Voza, infatti, descrive la figura di Rocco Anthony Petrone, direttore delle operazioni di lancio a Cape Kennedy, figlio di emigranti lucani giunti negli Stati Uniti nel 1921. Qui nacque Rocco Anthony nel 1926 che, dopo il servizio militare e la laurea in ingegneria meccanica al MIT, entrò a far parte della squadra di Wernher von Braun, con il quale però non ebbe rapporti facili.  Nel 1972 fu nominato condirettore NASA del programma Apollo/Soyuz. E’ venuto a mancare il 24 agosto del 2006. Oggi è ricordato come “il tigre” di Cape Canaveral  per il suo carattere duro ed inflessibile.

Di notevole interesse l’articolo di Giorgio Bianciardi sull’astrobiologia lunare.  Bianciardi, a pag. 83, ci ricorda che: “all’inizio del nuovo millennio… l’astrobiologia è stata riconosciuta come scienza multidisciplinare”. A pag. 84 l’Autore ci dice che le prime forme di vita aliene furono raccolte dal Surveyor III, la sonda lunare che giunse sulla Luna il 20 aprile 1967. Si trattava di batteri che furono recuperati insieme ad alcune parti della sonda e riportati a terra dall’equipaggio dell’Apollo 12. In laboratorio, fu tentata una coltura dai campioni prelevati. Ne risultò che una di queste conteneva esemplari di Streptococcus mitis: la Luna ospita forme di vita? No: semplicemente il Surveyor III  non era stato sterilizzato prima del lancio e, probabilmente, lo Streptococcus è il dono alla Luna di un tecnico della NASA!

Infine, ricordiamo il bell’articolo di chiusura del noto matematico Piergiorgio Odifreddi, intitolato Galileo, poeta della Luna.  Il matematico impertinente ribadisce  quanto sosteneva Italo Calvino: “Galileo è il più grande scrittore della letteratura italiana di ogni secolo” e, a sostegno di questa affermazione, cita brani sulla Luna tratti dal Dialogo sopra i due Massimi Sistemi del mondo.  Odifreddi conclude l’articolo con l’invito  ad aggiungere ai programmi scolastici gli scritti di Galileo e Newton, “per far gioire la mente con quella che Pitagora chiamava la Poesia dell’Universo”.

Moonbook69 non può mancare nella biblioteca di ogni appassionato di astronomia ed astronautica e, in genere, di tutti coloro che amano la storia della scienza e della tecnologia.

Moonbook69, dall’Apollo 11 al Lunar Reconnaisance Orbiter

A cura di Luigileone Avallone con Antonio Vincensi

Oèdipus Edizioni, Salerno/Milano 2011

www.oedipus.it









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