Archivio articoli: ‘Francesco Ongaro’

La rivoluzione lenta

agosto 30, 2011  |   AstronomiaNova   |     |   0 Comment

La rivoluzione lenta Francesco Ongaro Siamo per abitudine portati ad associare al termine rivoluzione l’idea di un cambiamento. E in particolare l’idea di un cambiamento repentino che stravolge il senso e le relazioni tra gli elementi in gioco. Non è questo il caso della rivoluzione copernicana che produsse sì un cambiamento epocale, ma su tempi dilatati. Nell’ordine di svariati decenni, fino quasi a un secolo. Si può quindi a ragione parlare di rivoluzione lenta, anche se l’accostamento dei due termini appare di primo acchito un ossimoro. Per meglio intenderci, proviamo a porre qualche paletto cronologico. L’idea di un sistema eliocentrico viene riproposta (nota 1) da Copernico nel 1543. Come tutte le teorie scientifiche incontra sostenitori e oppositori. Il dibattito coinvolge la comunità degli studiosi dell’Europa intera e dura a lungo. Le prove irrefutabili a suo favore, almeno ai nostri occhi di uomini del XXI secolo, sono contenute nell’Astronomia Nova di Keplero (1608) e nel Sidereus Nuncius di Galileo (1610) (nota 2). Dal 1543 al 1610 trascorrono però quasi settant’anni che andremo ora ad esaminare nel loro sviluppo più da vicino.

L’ottica di Keplero: esattamente quattro secoli fa Keplero pubblicò la sua rivoluzionaria Dioptrice

aprile 30, 2011  |   AstronomiaNova   |     |   0 Comment

L’ottica di Keplero: esattamente quattro secoli fa Keplero pubblicò la sua rivoluzionaria Dioptrice di: Francesco Ongaro Quando nella primavera del 1610 Keplero incontrò l’amico Matthäus Wacker von Wackenfels, dal quale ebbe notizia delle scoperte galileiane presentate nel Sidereus Nuncius, la sua prima preoccupazione fu che i quattro corpi celesti osservati dal pisano non fossero nuovi pianeti[1]. In seguito all’improvvisa morte di Tycho Brahe egli era infatti divenuto matematico imperiale alla corte di Rodolfo II e, dopo anni di duro lavoro, aveva da poco dato alle stampe l’Astronomia Nova. [caption id="attachment_284" align="aligncenter" width="375" caption="Il monumento dedicato a Keplero (la figura a destra) e a Tycho Brahe, collocato nei pressi del Ginnasio “Kepler” di Praga."][/caption] Nell’opera, monumento dell’astronomia moderna, che molto deve alle minuziose misure di Marte collezionate dall’astronomo danese, Keplero aveva demolito l’ultimo grande dogma del pensiero antico, quello secondo il quale tutti i corpi celesti, nella loro eterna perfezione e incorruttibilità, si muovessero seguendo delle circonferenze o con moti che risultassero da combinazioni di queste. Nel proprio intimo però, benché fosse un copernicano convinto e uno scienziato pronto a ricredersi di fronte all’evidenza delle osservazioni, aveva sempre rigettato l’idea che l’universo potesse essere infinito e si era conservato ...

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