Archivio articoli: ‘Lorenzo Brandi’

IL CICLO SOLARE

febbraio 23, 2013  |   AstronomiaNova   |     |   0 Comment

IL CICLO SOLARE  di Lorenzo Brandi Presentazione video dell'autore [caption id="attachment_1793" align="aligncenter" width="500"] FIG. 1: Il diagramma riporta il numero di Macchie osservate dopo l’era del cannocchiale, fino al ciclo 23 (incompleto). Il ciclo 1 comincia in corrispondenza della freccia, nel 1755. Il tratteggio cade in corrispondenza della pubblicazione del 1844. dell’Astronomische Nachrichten. Si noti il cosiddetto minimo di Maunder fra fine XVII e inizio XVIII secolo.[/caption] Questo è un articolo del n.16 della rivista gratuita AstronomiaNova  -  SCARICA IL PDF -   Introduzione Sono passati svariati decenni dai tempi in cui l’uomo ha avuto prove incontrovertibili della presenza sul Sole di campi magnetici. Oggi i magnetogrammi più sofisticati anche da Terra riescono a monitorare l’evoluzione con poteri risolutivi di qualche decina di chilometri quadrati, mentre i satelliti tengono la nostra stella sotto osservazione costante. Le proprietà misteriose di alcuni minerali, chiamati magneti, capaci di attrarre a sé altri minerali simili o pezzetti di ferro era nota fin dall’antichità e l’ipotesi che anche i pianeti e le stelle avessero doti del genere era balenata nella mente dei più valenti ...

IL TASSO DI FORMAZIONE DELLE STELLE

settembre 18, 2012  |   AstronomiaNova   |     |   0 Comment

IL TASSO DI FORMAZIONE DELLE STELLE IL GRANDE SCONOSCIUTO DELL’UNIVERSO Lorenzo Brandi [caption id="attachment_1674" align="aligncenter" width="595" caption="Zona di formazione di stelle nella nebulosa Rosetta"][/caption] INTRODUZIONE L‘astronomia osservativa prende in esame due tipologie complementari di fenomeni. Il più delle volte si concentra sull‘attenta osservazione di fenomeni ciclici, come il sorgere o il tramontare di un astro o l‘alternarsi delle stagioni, altre volte il fenomeno è di natura irreversibile ed ha luogo una sola volta. Nei primi casi si è più fortunati perché ad uno sbaglio, ad una mancata calibrazio- ne, ad un errore sistematico si può porre rimedio. Nei fenomeni di natura irreversibile, viceversa, l‘errore di una sola volta può essere pagato a caro prezzo perché potrebbe non aver più luogo. L'Universo è un sistema dinamico in continua evoluzione e dunque la cosmologia, che si interessa delle strut- ture a grande scala e ne studia l'evoluzione, è il più delle volte alle prese con fenomeni e processi irreversibili. Gli eventi di maggior rilievo attualmente aperti alle indagini sono, oltre a quelli legati ai primi istanti di vita, la formazione delle strutture e, di conseguenza, l'aspetto dell'Universo a varie epoche, il problema della materia oscura e la relazione con quella barionica, ...

L’ASTRONOMIA IN CINA – Una storia plurimillenaria

gennaio 30, 2012  |   AstronomiaNova   |     |   2 Comments

L’ASTRONOMIA IN CINA – Una storia plurimillenaria Di Lorenzo Brandi La storia scientifica della Cina pare molto antica. La forza motrice che induceva a studiare la natura e che accomunava tutte le scienze, compresa l’astronomia, era rivolta a trovare un balsamo di lunga vita, attraverso la ricerca in tutti i campi del sapere. Dal punto di vista osservativo, al pari dei cavernicoli europei, forse addirittura in pieno neolitico (tra il 5000 ed il 4000 a.C.), e sicuramente dal 3000 a.C. in poi, gli antenati dei Cinesi sapevano ricavare il periodo dell’anno osservando la posizione delle stelle. Canxing e Shangxing (nell’attuale Orsa maggiore) si erano rivelate utili alla bisogna. A differenza dell’astronomia occidentale, solitamente molto puntigliosa nel calcolo del sorgere e del tramontare degli astri e del moto dei pianeti (comprensivi di Luna e Sole) sulla sfera celeste, l’astronomia cinese era molto più portata all’individuazione di fenomeni transienti quali le eclissi, gli sciami meteorici, le comete, la comparsa di nuove stelle (chiamate stelle ospiti). In quanto al cielo la parte sulla quale veniva data maggiore attenzione era la regione circumpolare, a differenza della regione zodiacale-equatoriale dei contemporanei mediterranei.

Il calcolo della distanza delle nebulose planetarie

ottobre 26, 2011  |   AstronomiaNova   |     |   0 Comment

Il calcolo della distanza delle nebulose planetarie di Lorenzo Brandi Come appare ormai consolidato, le stelle della nostra Galassia, che ad uno sguardo superficiale potrebbero apparire tutte uguali, mostrano al contrario un'ampia varietà di dimensioni, temperature, masse. Il parametro che riveste maggiore importanza nell’evoluzione stellare è proprio quest’ultimo. Tutte le stelle che, grosso modo, hanno una massa compresa fra 0.8 e 1.5 masse solari (circa l’80% di quelle conosciute) evolvono verso uno stadio definito nebulosa planetaria, breve, transitorio ma interessante per tutta una serie di conseguenze, legate tra l’altro anche all’eventuale arricchimento di elementi pesanti del mezzo interstellare. Chi ha scoperto le nebulose planetarie? E’ difficile rispondere ad una simile domanda. Charles Messier, che nel suo catalogo ne ha introdotte quattro? Oppure William Herschel che al profondo cielo ha dedicato ampia parte della sua carriera e che coniò il termine? Sta di fatto che salirono agli onori della cronaca alla fine del XVIII secolo; con la risoluzione dei telescopi dell’epoca questi oggetti apparivano simili ai dischi dei pianeti come Urano e poi Nettuno e questo fu il motivo per cui si guadagnarono l’aggettivo “planetaria” ...

Il Toro: una costellazione autunnale celata in millenarie leggende

settembre 28, 2011  |   AstronomiaNova   |     |   2 Comments

Il Toro: una costellazione autunnale celata in millenarie leggende Lorenzo Brandi Sappiamo tutti che la Terra è animata da un moto di rotazione attorno al proprio asse e da un moto di rivoluzione intorno al Sole. L’azione combinata dei due moti si manifesta sulle stelle che, oltre a sorgere e tramontare, manifestano un lento moto da ovest verso est. Pertanto la volta stellata visibile a settembre ad esempio, è la stessa di ottobre di un paio di ore prima. Se non ci fosse il Sole pertanto basterebbero le 24 ore per osservare tutte le costellazioni che è possibile osservare da una determinata località. Se il Sole è nel Toro, ovviamente, la costellazione si renderebbe visibile negli stessi momenti in cui il Sole è sopra l’orizzonte, in pieno giorno, rendendosi di fatto invisibile. Viceversa il momento di migliore visibilità si ottiene a sei mesi di distanza. Meno noto è un terzo moto della Terra, denominato precessione degli equinozi, che manifesta i suoi effetti su tempi molto più lunghi. Fra i vari effetti sull’apparente movimento stellare ha anche quello di far congiungere il Sole con diverse costellazioni, anno dopo anno, alla stessa data di calendario. La convenzionale classificazione dei ...

video rubrica, domande astronomiche

iniziative

Ultime Notizie